venerdì, 11 luglio 2008

Orsetti

Annie e Baby Iena sono in viaggio per una delle oasi abruzzesi del WWF dove, all'interno di un campus vacanze,  la piccola belva trascorrerà alcuni giorni in allegria e "spensieratezza".
Baby Iena: “Mamma, dormirò in un hotel?”
Mamma: “Un hotel? Ma amore, hai visto il programma… dormirai con gli altri bambini nella stalla con i cavallini e gli asinelli di cui vi prenderete cura durante la settimana! Stai tranquilla, sarà una vacanza bellissima… potrai vedere gli orsi e persino le lontre…”
Silenzio…
Baby Iena: “Mamma… ma mangeremo nel ristorante?”
Mamma: “Nel ristorante? Nel depliant c’è scritto che al mattino a ciascun bambino verrà consegnata una zappa con la quale procurarsi il cibo nei campi… quello che ciascuno di voi sarà in grado di procurarsi sarà cucinato e messo a disposizione della collettività”
Silenzio…
Baby Iena: “Mamma... ma la sera potremo restare in piedi a giocare fino a tardi?”
Mamma: “Nel campus non c’è corrente elettrica… a cosa credi che serva la torcia che hai messo nello zaino… non dimenticarti di usarla quando di notte dovrai alzarti a far pipì all'aperto!”
Silenzio… hmmm…
Baby Iena: “Mamma... rigiriamo? Anzi… andiamo a riprenderci i nostri soldi prima…”
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categoria:viaggi, sorridere, baby wisdom
lunedì, 02 giugno 2008

Bioparco

Solo quando l'ultimo albero sarà morto

l'ultimo fiume sarà stato inquinato

l'ultimo pesce sarà stato catturato

realizzeremo che non possiamo nutrirci di denaro

(Fondazione BIOPARCO di Roma - 01.06.'08)

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All’interno del Rettilario si trova la mostra permanente Furti di Natura “per dire basta al commercio illegale di animali e piante”, un mercato clandestino che si colloca al secondo posto nel mondo dopo la droga, realizzata dalla Fondazione Bioparco di Roma in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio.

Per chi si trovasse in zona...

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categoria:viaggi, comunicare, perplessità, momenti di ordinaria presenza
lunedì, 28 aprile 2008

Pablo Picasso  The Museum of Modern Art, New York

Immagine riflessa, immagine di me,
distorta percezione di un corpo reale, 
reale percezione di un’ombra distorta.
Oltre il velo, oltre lo specchio
occhi lanciano macigni,
mani proteggono il volto...
Occhi neri di squalo, grandi e ingordi, dilaniano brandelli di anima.
Mi lascio ingurgitare da un abisso senza fondo.
Mi lascio scivolare nell’essenza di me.

 

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categoria:viaggi, emozioni, comunicare, momenti di ordinaria presenza
martedì, 15 aprile 2008
Anche quest’anno sono giunta al mio appuntamento con la città di Pisa. Questa volta ho deciso di concedermi una piccola tregua, niente 24 h. di nevrosi, niente tour de force della serie “casa-treno-ospedale-treno-casa”, bensì due giorni di apparente serenità, lo stretto necessario per schiarirmi le idee, recuperare le energie…
E così ho riscoperto il piacere di girare a zonzo per una città di fatto sconosciuta, per vicoli, strade, piazze, il Lungarno … una meraviglia! Avanti e indietro per Piazza dei Miracoli, così come l’ha definita il Vate,  anche se inizio a credere che il vero Miracolo sia stato sopravvivere al legittimato ladrocinio delle amministrazioni locali che, spietate, esigono gabelle e tributi in cambio delle emozioni che ogni essere umano (e non necessariamente turista) ha il diritto di respirare come l’aria, di fronte a cotanto miracolo di arte e bellezza.
Ed è un vero Miracolo sopravvivere alle orde di turisti giapponesi, ombrellino e macchina fotografica rigorosamente digitale, lindi ed asettici, intenti a ritrarsi nelle pose più amene come nel tentativo idiota di sorreggere la torre, anch'essi nell’illusione di dar forma a quelle emozioni che si porteranno a casa nelle borsette griffate, possibilmente della  stessa foggia e dello stesso colore.
Ed è un vero Miracolo sopravvivere alle masse informi di studenti in gita, al seguito di qualche insegnante dallo sguardo esausto e rassegnato…  qualche minuto ancora, una fugace occhiata intorno, prima di arrendersi alla consapevolezza di aver accompagnato un insieme di Bipedi non in Piazza dei Miracoli bensì alla Fiera dell’Inutile… tanto poi i vucumprà, siano essi  senegalesi, cinesi, cingalesi o pakistani, hanno tutti la stessa faccia, la stessa roba, lo stesso sguardo… ciò che cambia è solo il nome della città.
Ed è un vero Miracolo sopravvivere all’insistente e invadente richiamo dei camerieri fuori dai ristoranti e dalle pizzerie “sotto la torre”, il sorriso stampato e quattro parole affilate in inglese e in tedesco, rassegnati accanto ad una putrida pizza che esala l’ultimo respiro su di un tavolino… e di fronte a quel corpo mummificato, cerco di immaginare quale espressione sul mio volto possa aver indotto l'addetto al reclutamento a pensare ad un mio benché minimo interesse per quella materia pseudo organica… la ringrazio, apprezzo la buona volontà ma preferisco suicidarmi con uno  yoghurt scaduto al limone…
La verità è che tra pensieri ed emozioni mi si è surriscaldato il cervello... ho bisogno di qualcosa di fresco! Costeggio la sfilza di ristoranti e pizzerie, tavolini occupati da crucchi e nipoti dello Zio Sam, alquanto soddisfatti alla visione della "mummia"... rifletto sul fatto che anche il concetto di pizza ha il diritto di essere mooolto relativo! Proseguo lungo la via ed ecco che all'esterno di un minuscolo bar, quasi invisibile, una targa attira la mia attenzione...
Ripercorro i pensieri... si mescolano le immagini... i giapponesi, gli studenti, i vucumprà, le bancarelle, i crucchi, le pizze mummificate, i carretti con il cavallo, la Piazza dei Miracoli e poi inaspettatamente... in questa strada... il Miracolo... il Miracolo che qualcosa possa ancora cambiare... Finalmente mi sorprendo a sorridere...
Un Drink a Pisa
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categoria:viaggi, racconti, emozioni, comunicare, momenti di ordinaria presenza
sabato, 12 aprile 2008

People-walking

It's a mistery to me
we have a greed
with which we have agreed

You think you have to want
more than you need
until you have it all you won't be free

society, you're a crazy breed
I hope you're not lonely without me

When you want more than you have
you think you need
and when you think more than you want
your thoughts begin to bleed

I think I need to find a bigger place
'cos when you have more than you think
you need more space

society, you're a crazy breed
I hope you're not lonely without me
society, crazy and deep
I hope you're not lonely without me

there's those thinking more or less less is more
but if less is more how you're keeping score?
Means for every point you make
your level drops
kinda like its starting from the top
you can't do that...

society, you're a crazy breed
I hope you're not lonely without me
society, crazy and deep
I hope you're not lonely without me

society, have mercy on me
I hope you're not angry if I disagree
society, crazy and deep
I hope you're not lonely without me



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categoria:viaggi, racconti, indagare la psiche umana
mercoledì, 09 aprile 2008

Claude Monet - Le Ninfee

Il giorno che entrai nella sala ovale del Musée de l'Orangerie, non ricordo esattamente che ora fosse... ricordo solo che ad accogliermi c'era un'atmosfera stranamente deserta. Pensai che la mia curiosità e la mia attesa erano state in qualche modo ricompensate se a quello strano appuntamento ero arrivata sola. E fu così che mi trovai a tu per tu con Claude Monet...

Alcune sedute centrali e tutt'intorno loro: Le Ninfee, un susseguirsi di immagini nitidamente indistinte e indistintamente nitide, di percezioni ben oltre la forma, il colore, il tratto, il segno, il particolare che affiora e si rivela nel tutto. Infinite volte avevo desiderato vederle, infinite volte le avevo immaginate, pensate e adesso mi avvolgevano... in un vicendevole rincorrersi... in un'incalzante girandola, la stessa di quei lunghi e lontani pomeriggi nel cortile di casa.

Ancora una volta la strana sensazione di volermi appropriare di qualcosa, l'ignobile pretesa di dar forma ad un'emozione, quell’emozione che ti travolge come una massa informe e davvero vorresti che fosse tale, che fosse corpo, materia, assolutamente tangibile, da prendere, portar via e conservare per sempre... a futura memoria! Pensiero stupendo… assurda idea!

Pochi istanti ed ecco che nel backstage della mente subentra lei, l’altra voce, la savia, la perfettina, quella con le idee sempre chiare, con la risposta giusta al momento giusto… quella che odi perché pare che abbia sempre qualcosa di più intelligente da dire di te… ma chissà perché le cose più intelligenti da dire sono sempre le più difficili da realizzare! Decido di darle una chance o piuttosto di darle ragione… amare ogni cosa per se stessa, accoglierla, viverla, respirarla, avere il coraggio di lasciarla andare, con la consapevolezza che forse non andrà mai realmente via…

Un improvviso chiacchiericcio deve aver interrotto quell’istante di strana intimità con la bellezza. Il bagliore dei flash assorbe la luce del mio sguardo, il mio ultimo sguardo… la magia del momento… il mio momento…

 

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categoria:viaggi, racconti, emozioni
lunedì, 07 aprile 2008

Sulla strada per Pescasseroli (AQ)

 

INTO THE WILD

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lunedì, 31 marzo 2008

 

Abruzzo innevato

 

Domenica, 30 marzo 2008

Partenza ore 11:00 - zaino in spalla, giacca di pelle, casco integrale...

Quale migliore occasione di una meravigliosa giornata di sole per immergersi nella natura, lontano dal traffico, dal quotidiano e si... anche dal mare! Per un istante mi sento quasi a disagio... Nessuna destinazione da raggiungere, nessuna meta, nessun obiettivo se non quello di respirare questa giornata a pieni polmoni! Un percorso lungo e tortuoso attraverso valli e colline soleggiate, borghi addormentati, gole a strapiombo sul fiume e montagne inaspettatamente innevate... un paesaggio che mi coglie di sorpresa e mi lascia senza fiato!

Il rombo del motore, il sibilo del vento, il freddo pungente, il bagliore della neve, il sole... un'immensa palla di fuoco, indistinti raggi ad accarezzarmi il volto... sulle note meravigliose dell’adagetto, chiudo gli occhi, respiro profondamente, spalanco le braccia e come in un’apertura d’ali sento il mio corpo librarsi e sorvolare mari, monti, borghi e colline... il mio sguardo si perde nell’orizzonte, oltre lo spazio, oltre l'istante… mi ascolto, ascolto solo il mio respiro, il battito del mio cuore... 

E per un giorno io, pesce, divento rapace... individuo la preda, inseguo il momento, non restano che brandelli, brandelli di emozioni ingordamente divorate!

 

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categoria:viaggi, racconti, emozioni
martedì, 12 febbraio 2008
RACCONTO D'IRLANDA
 
Vi ricordate qualche anno fa o forse più di qualche anno fa (annie, la tua percezione del tempo è sempre irrimediabilmente distorta!) quel programma televisivo intitolato “That’s Incredible?”. Raccontava di fatti incredibili di uomini e donne assolutamente credibili, le cui strade, per qualche imperscrutabile volere del destino, si incrociavano e si intrecciavano in storie che attraversavano il globo da un capo all’altro, in un’epoca in cui il termine globalizzazione era sconosciuto persino al più aggiornato dei dizionari. Ebbene, a volte mi piace pensare di essere stata io stessa la protagonista di una di quelle storie…
E come ogni racconto degno di tale nome, inizierò così…
 
C’era una volta annie… perfetta sintesi di inquietudine, irrequietezza, smania, fame, sete… sete di vita…di mondo…di storie del mondo…
O più semplicemente… c’era una volta annie… sorta di bomba ad orologeria destinata ad esplodere da un momento all’altro…
 
Dali - Alla finestra
La sua esistenza scorreva inesorabile in una tranquilla città di Provincia… esageratamente tranquilla per chi come lei era troppo impaziente di aspettare che le cose accadessero per non forzare l’incalzare degli eventi e non assecondare l’irresistibile richiamo del futuro…
I suoi occhi guardavano oltre l’orizzonte, lontano: l’isola di smeraldo cullata dalle profondità oceaniche le sorrideva, fate ed elfi si facevano beffa di lei, musiche antiche riecheggiavano nella sua mente, arcaici rituali evocavano tutto il mistero di un mondo lontano, altro da sé.
Nulla la distoglieva da quel canto di sirena e null’altro desiderava che abbandonarsi a quel suo avvolgente e travolgente abbraccio…
 
 
Aprile 1986 - Repubblica d’Irlanda
County Clare - Doolin (coordinate 53° 1′ 14″ N, 9° 22′ 13″ W), pseudo agglomerato urbano di ca. 500 abitanti, tappa obbligata per un luogo indimenticabile e meraviglioso: The Cliffs of Moher.
 
Cliffs Of Moher - Panorama
Oggi, su Wikipedia, annie legge che il numero dei suoi pub è arrivato a tre, nella sua memoria resta solo l’immagine di un unico pub, un unico youth hostel, un unico B&B e una qualche abitazione disseminata nel bel mezzo di un bel nulla, in un’infinita distesa di verde, di azzurro e di nulla…
Eppure in quel luogo così apparentemente dimenticato da Dio e dagli uomini, ogni sera al calar delle tenebre, una strana magia prendeva forma e la vita silente del giorno lasciava spazio ad un groviglio di suoni, rumori, respiri, voci, storie, vite inestricabilmente legate, seppur per un istante, lì e soltanto lì, da un comune denominatore: la musica…
Girovaghi e perdigiorno (annie degna rappresentante di entrambe le categorie), musicisti e non solo, provenienti da ogni parte del mondo, si raccoglievano in quell’unico pub per carpire i segreti di quelle note ben note e di quelle mani ignote che ogni sera rinnovavano l’indimenticabile magia di una musica unica al mondo…
Le note prendevano forma… colore… odore… sapore… si mescolavano e si confondevano in un ritmo e un’energia prorompenti ed annie si sentiva parte di un tutto, prendeva ella stessa forma… colore…odore… sapore… in armonia con il mondo… e al centro del mondo…
In un angolo, tra un esiguo numero di “born in the U.S.A.”, Michael, ispanoamericano, pelle olivastra, occhi nerissimi, sguardo magnetico… e poi… note, sorrisi, risate, musica, parole, Guinness and blackcurrant (il dolce e l’amaro della vita)… ed ancora... consapevolezza di essere… di esserci…
 
Then, hugs and kisses… and life went on….
 
Giugno 1991 – Italia
Linea Ferroviaria Trieste – Lecce
Stazione di Bologna – h. 23.00 ca.
E’ estate ormai, annie siede in uno scompartimento rimasto al buio ed è in viaggio verso casa.
Bologna… Stazione di Bologna… c’è ancora gente che sale su quel treno così denso di odore, di vita e di umanità… pazienza… d’altronde ognuno ha un qualcuno o un qualcosa da raggiungere… dai annie… ancora poche ore e sei a casa.
Ed eccoli, zaino in spalla, entrano… (ti prego Signore… fa che non seggano qui accanto a me… non ho voglia di fare conversazione… voglio solo arrivare a casa il più presto possibile… come non detto, Signore… comunque, grazie lo stesso…), occupano due posti liberi...(mmmhhh… ti pareva… e parlano anche inglese… vabbè farò un pò di esercizio…).
Annie li ascolta nella penombra… eppure ha immediatamente una strana sensazione…quella voce… si proprio quella voce, quell’inconfondibile timbro di voce… decide di non voler credere alle sue orecchie… decide di non voltare lo sguardo per non voler credere anche ai suoi occhi…distoglie il pensiero… (dai annie, sei stanca, è solo un’allucinazione… e se così non fosse? come puoi restare con il dubbio?)
Annie si accorge di fissare il pellegrino seduto accanto a lei e nelle sue orecchie riecheggia la sua stessa voce…”isn’t it you Michael?”  La perplessità su quel volto diventa incredulità…”annie!!!! Is it you, annie!!!? I can’t believe it!!!”
E si…unbelievable…assolutamente incredibile!!! annie è in viaggio verso casa… Michael è in viaggio verso dove non si sa… o almeno non ancora… forse Brindisi… destinazione Istanbul… è già da un anno che si chiede in quale direzione andare…
Marc-Chagall-Promenade-33441
Per un istante l’illusione di voler fissare quell’immagine… di volersi impossessare per sempre di quell’emozione, rinchiudendola nello spazio e nel tempo di un indirizzo o di un numero di telefono,  di fatto irrilevanti di fronte all’irrepetibilità e all’unicità di quel momento…
Annie e Michael si guardano, si sorridono, si abbracciano, poche parole, lunghi silenzi… in quella penombra… in quel treno, riecheggiano le note di una lontana e antica musica… che li vede lì e soltanto lì… per una volta ancora…insieme…
 
And then? Hugs and kisses… and life went on….
 
 
 
postato da: annie67 alle ore 11:09 | Permalink | commenti (4)
categoria:viaggi, racconti