
Al terzo piano del civico ventisette di via della Madonnina, in una vecchia casa, in un vecchio palazzo di un vecchio quartiere in quel di Trieste, non così lontano da San Giusto e Piazza Goldoni, dimorava l’allegra famigliola Topolini. Il piccolo nucleo, mamma, papà, nonna e pargolo occupava abusivamente l’interno di un vecchio pianoforte scordato, in una minuscola stanza adiacente alla cucina. Dopo l’inenarrabile avventura che li aveva condotti a destinazione (terzo piano senza ascensore), gli insospettabili inquilini condussero, in principio, una vita agiata e per certi versi tranquilla. Camilla, la giovane gatta siamese, annusando l’aria, si aggirava nervosamente nell’ambiente, in una spola senza fine tra cucina e pianoforte, alla costante ricerca di qualcosa. Di notte, il silenzio avvolgente della casa veniva disturbato dalle inquietanti note stonate esalate dal vecchio pianoforte; strane atmosfere, strane immagini si delineavano in quell’oscurità non più silente e muta.
E venne il giorno in cui l’accordatore esperto svelò l’arcano. Introdusse le diligenti mani e il sapiente sguardo all’interno del vecchio strumento in disuso e nella sorpresa generale scovò i clandestini. Il Comitato si riunì e il verdetto fu tempestivamente emesso: deportazione! Tra il disappunto di chi aveva promesso di prendersene amorevolmente cura tra le 4 mura della propria stanza, il sollievo di chi ne aveva inconsapevolmente condiviso lo spazio e il sonno e l’ansia da ricompensa della spia felina, la fu allegra famigliola Topolini lasciò l’abitazione per un’ignota destinazione.
In quegli stessi giorni il Comitato optò per interessare l’Ufficio Disinfestazione del Comune. In fervente attesa di un intrepido “MouseBuster”, alta tecnologia e potenti mezzi di distruzione di massa, lo stesso rimase in un certo qual modo basito alla vista di una specie non identificata di alieno il quale, dopo aver accuratamente tappezzato l’appartamento di topofix spalmato su fogli di giornale e di un potentissimo ed inebriante gorgonzola, invitò il Comitato a non trascurare il benché minimo odore di carogna. (Odore chiaramente ben noto a tutti i membri del consiglio!!!). Di fronte alla ferrea intenzione di affiggere su porta e portone la gigantografia di un teschio che minacciava “Zona Derattizzata – Pericolo di Morte” i membri del Comitato intesero ricorrere ad ogni potente mezzo di corruzione di massa a disposizione, alias caciocavallo e soppressata, pur di salvaguardare la propria reputazione di ineccepibili studentesse fuorisede (per di più terrone) e di risparmiarsi pertanto, l’infamia della quarantena.
Dopo alcuni giorni di trepidante e vana attesa, furono rimossi trappole, topofix e l’oramai narcotizzante gorgonzola. Nell’euforia generale fu tralasciato un unico foglio di giornale, nascosto in uno dei luoghi più remoti della cucina: dietro al frigidaire! Fatale si rivelò quell’ultima insospettabile trappola per la giovane e agguerritissima Camilla. In quatto e quattr’otto, il foglio si avviluppò intorno alla zampa felina a mo’ di stivaletto. La gatta impazzita, iniziò a dimenarsi nella stanza. Il Comitato decise di affrontare la situazione di petto, senza esitazione alcuna. La gatta venne prontamente sottoposta a ceretta, operazione che consentì alla vittima di liberarsi del foglio di giornale ma non del topofix e del gorgonzola. In fase successiva, al fine di facilitare la deambulazione del felino, che restava incollato ovunque attirando a sé brecciolina, lettiera e quant’altro, il Comitato decise di irrorare abbondantemente la zampa offesa con dell’ottimo olio extravergine d’oliva. Presa coscienza dell’inutilità della procedura, lo stesso optò per un radicale intervento veterinario con anestesia totale e spartana rasatura.
Da quel giorno la vita del felino non fu più la stessa…
Talvolta mi capita di pensare a questa strana storia come alla divertita vendetta dell’allegra famigliola Topolini… ed ecco che me li immagino tutti su di una soffice nuvola, intorno ad un tavolo, mentre beffardi invocano arcaici ridi vodoo ed infilzano giganti spilloni in una vecchia foto ingiallita della fu baldanzosa Camilla, scovata chissà dove, in qualche secluso luogo di una vecchia casa con un vecchio pianoforte!!!